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UNIEDA – Un intergruppo per l’apprendimento permanente.

L’Unieda ha chiesto ad alcuni parlamentari (Andrea Dei Maria e Marco La Carra) di proporre un intergruppo parlamentare sul tema dell’apprendimento permanente. Di seguito il testo della proposta.

Motivazioni.

L’Italia si trova agli posti in graduatoria per percentuale di analfabetismo funzionale (secondo l’OCSE – dati 2019 – il 28% della popolazione tra i 16 e i 65 anni è analfabeta funzionale. Il dato è tra i più alti in Europa, eguagliato dalla Spagna e superato solo da quello della Turchia (47%). Se a questi dati aggiungiamo quelli relativi agli over 65 anni le cifre sono drammatiche. Inoltre, l’Italia è messa male riguardo i Neet (secondo i dati del 2022 da Eurostat e Istat, rappresentano il 25,1% della popolazione compresa tra i 15 e i 34 anni ovvero circa tre milioni di giovani.

Considerando l’invecchiamento della popolazione italiana (l’invecchiamento attivo viene misurato a partire dai 55 anni in su) e l’analfabetismo di ritorno si può facilmente dimostrare che l’Italia si trova in piena emergenza educativa.

I soggetti dell’apprendimento permanente

Occorre immediatamente considerare che l’apprendimento permanente interessa 2 settori importanti della vita civile del Paese:

  1. Il mondo del lavoro con attività formali.
  2. La cittadinanza attiva e la formazione non formale.

Mentre per il mondo del lavoro la Formazione continua è un fatto consolidato visto la quantità di fondi interprofessionali esistenti (anche se è utilizzata in prevalenza da grandi e medie imprese) così come per la formazione obbligatoria delle professioni ordinistiche il secondo punto è ricco di attività ma fortemente parcellizzato nel Paese e senza riconoscimento alcuno da parte dello Stato e degli enti locali salvo sporadici patrocini non onerosi. Si stima che nel campo della formazione non formale siano almeno 4 milioni i beneficiari.

Quali Enti sono interessati all’Intergruppo

Gli enti che si riconoscono in Italia educativa (rete tra associazioni nazionali quali Unieda, Federuni, UNLA, Federcenti), la rete Unitre e Auser Cultura (in prevalenza Università della terza età), i CPIA (I centri di istruzione degli adulti del Ministero dell’Istruzione, l’agenzia nazionale Erasmus+ e la sua piattaforma Epale dedicata all’educazione degli adulti), associazioni generalisti quali l’ARCI, le ACLI, l’UISP, le Polisportive Giovanili Salesiane, ecc.).

In prevalenza si tratta di almeno 5 mila enti territoriali del terzo settore che svolgono un ruolo fondamentale per la partecipazione democratica e l’innalzamento culturale dei cittadini.

A questi vanno aggiunti i Musei e i Sistemi museali locali nonché quelli delle Biblioteche locali e tutti gli Istituti Culturali riconosciuti dal Ministero della Cultura.

Esperienze estere

L’intergruppo dovrebbe auscultare le seguenti realtà estere:

  • Germania: Volkshochschulen ovvero Università poplari (oltre 3000 strutture frequentate da oltre 6 milioni di persone) tedesche; Queste sono coordinate dal DIE con sede a Bon.
  • Austria: Volkshochschulen di Vienna;
  • ONU: Ufficio di Amburgo che si occupa di Learnong City Unesco e Educazione degli adulti;
  • Svezia, Finlandia e Danimarca: Folkuniversitetet (Università popolari)

Finalità

  • Individuare percorsi di riconoscimento del ruolo sociale e culturale degli Enti che concorrono all’apprendimento permanente non formale;
  • Individuale delle forme di coordinamento generale, nazionale e a livello almeno regionale per razionare l’offerta di corsi ed attività;
  • Individuare delle forme di finanziamento concreto e non simbolico o addirittura virtuale, come è adesso.
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