TORNARE NELLE UNIVERSITA’ PER GLI ADULTI DIVENTA PRIORITARIO PER LA SALUTE.


A leggere l’articolo-saggio di Cristina Dell’Acqua pubblicato sul Corriere della sera di venerdì 17 settembre 2021, sembrerebbe che i ragazzi-studenti risultino devastati da questi 2 anni di Scuola fatta dal letto di casa senza curarsi del corpo, senza scrutarsi e scrutare i compagni di classe. Ritengo questa analisi e le sue osservazioni pertinenti e obiettive.
Tuttavia, permettermi di dare voce ad un’altra categoria di invisibili, questa volta in maniera ingiustificata, quella delle persone adulte ed anziane che frequentavano e frequentano le Università della terza età. Ricordiamo che non appena il Covid-19 ha devastato la nostra vita, sono state le prime ad essere chiuse, vista la prevalenza di anziani nel contrarre il visus e morire.
Invisibili per il Governo, per l’opinione pubblica, per chi dovrebbe occuparsi della salute pubblica, ignoranti gli effetti della mancata frequentazione a corsi culturali, laboratori, palestre, ecc., queste Università sono il migliore antidoto ad una vecchiaia piena di acciacchi e di malattie. Noto è l’assioma più cultura più salute, fatto tanto noto da darlo per scontato da chi dovrebbe garantirne la continuità.
In breve, se gli adulti non tornano in aula, se non perdono la “pigrizia” che li sta condannando su un nuovo “ospizio”, quello delle mura della propria abitazione, privandoli del tesoro più grande che si possa avere, ovvero lo sguardo degli altri, visto da vicino invece che dal uno schermo.

Invitiamo, altresì i nostri soci a non rendersi invisibili e ritornare alla vita, quella sociale e ricca di cultura che l’Upter interpreta e ne è protagonista da 34 anni!

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