Patto di comunità del Municipio I Roma centro

L’Upter ha aderito al Patto di Comunità promosso dal Municipio I Roma centro. L’Upter aderisce con il progetto Io leggo e con Unieda TV.

«Abbiamo voluto costruire uno strumento che dia risposte di rete nell’emergenza, che non faccia sentire nessuno solo, perché trova una comunità pronta ad accogliere. Nello stesso tempo il Patto di Comunità ci permette di costruire una rete di servizi permanente, nel futuro e anche nella definizione dei prossimi piani sociali», dice Emiliano Monteverde, Assessore alle Politiche Sociali del I Municipio. «Vogliamo rispondere concretamente alle esigenze del territorio ed imparare per la futura teoria».

Le adesioni sono in gran parte del mondo del sociale, ma sono presenti anche associazioni di tutela di spazi e parchi: reti di cittadini consapevoli del fatto che le persone che vivono nei territori sono un elemento fondamentale del territorio stesso. Ogni associazione o realtà propone servizi, che magari non tutti conoscono e la rete serve proprio ad aiutarsi (per aiutare) a vicenda. Poi ci sono attività che si possono costruire unendo offerte che ogni associazione propone: il Patto di Comunità ha lo scopo di fare da regia, è un luogo che raccoglie.

«Il tema è mettere insieme bisogni ed offerte, ognuno può essere un canale di segnalazione dei problemi e delle necessità che incontra, per dare risposte e non far sentire le persone sole: questo ci dà il quadro della situazione delle domande», continua Monteverde. «La solitudine e la disperazione oggi sono diverse da quelle di marzo-aprile, creano rabbia; dobbiamo tenere conto di questa trasformazione, bisogna far sentire vicinanza alle persone, far sapere loro che c’è una comunità fatta di associazioni».

«Il Patto dà il metro di una comunità diversa, che vogliamo costruire oggi, per dare risposte alle fragilità collegate alla pandemia, ma è un’idea di comunità del futuro, di come dovremmo costruire questa città anche dopo questo momento», afferma Sabrina Alfonsi, presidente del I Municipio di Roma. «È il figlio cresciuto dell’iniziativa “Aiutiamoci a casa nostra”, nata con l’emergenza sanitaria. Il Patto vuole essere un modo per riconquistare fiducia nelle istituzioni. Facendo sentire nessuno solo, permette di acquistare fiducia in tutti gli altri».

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