Perché restiamo ancora chiusi e quando riapriremo. Francesco Florenzano, Presidente dell’Upter

A partire dal 18 maggio, per proseguire nei giorni successivi a seconda delle categorie interessate, le attività commerciali aprono al pubblico. Si tratta di un passo importante perché le attività e dunque i lavoratori e gli imprenditori da circa 3 mesi sono senza stipendi ed entrate economiche. Il rischio di contagio al coronavirus, sebbene ridotto rispetto un tempo, c’è ancora ma occorre ripartire perché, come si è detto più volte, non possiamo morire di fame. Fatta questa premessa chiariamo il perché rimaniamo chiusi, al momento fino al 7 giugno 2020, chiarendo che dall’8 giugno saranno aperti solo gli uffici e non le aule per i corsi. Rimaniamo chiusi per 2 motivi principali: 1. ASSEMBRAMENTO. Le attività dell’Upter si fanno in gruppo e nelle aule così strutturate dalle iscrizioni del passato anno, non è consentito garantire il distanziamento prescritto; 2. ECONOMICI. L’unico contributo economico indiretto che abbiamo avuto (si fa per dire perché nessuno dei lavoratori ha ancora ricevuto nulla) per il fermo dell’attività è la Cassa integrazione (nel nostro caso il FIS, Fondo di integrazione salariale) per il personale dipendente, che terminerà per l’appunto il 7 giugno 2020.

Come è noto abbiamo proposto e stiamo proponendo corsi on line, compresi i prolungamenti e le lezioni finali dei corsi dell’anno precedente, i quali necessitano di un periodo di accettazione, oltre che tecnologica, psicologica. Chiaro che le attività in aula sono lo sbocco naturale della nostra attività sociali e culturali, altrettanto chiaro che potremo attivarle solo quando saremo sicuri di farlo.

D’altronde il settore che più ci sta vicino è la Scuola che riprenderà le attività solo a partire da settembre, e lo farà con regole nuove e anticontagio. A queste regole noi intendiamo attenerci e ci atterremo. Non c’è nulla di più controproducente di azioni singole, le quali finiscono però per avere un impatto su tutta la popolazione. Quindi, una linea unica, per noi quella del Ministero dell’Istruzione e sebbene non dipendiamo da esso, faremo come stabilirà nelle prossime settimane.

A parte, nei prossimi giorni, comunicheremo le procedure per programmare i nuovi corsi in aula, on line o in forma blended. Intanto, iscrivetevi ai corsi on line già programmati. Questo è il modo per aiutare una impresa culturale come la nostra. Grazie per la vostra comprensione e il vostro sostegno.

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