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In occasione delle prossime elezioni europee del 26 maggio, l’UPTER propone quattro incontri, uno per ogni giovedì di maggio, per riflettere criticamente sulla democrazia, sulle sue origini e le sue derive, e mettere alla prova le nostre idee su uno dei concetti più usati e meno compresi del dibattito pubblico.

UPTER Università Popolare di Roma / Palazzo Englefield – Via Quattro Novembre 157, Roma

INGRESSO LIBERO

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Primo incontro GIOVEDI’ 9 MAGGIO ORE 18.30

PROCESSO A SOCRATE. LA FILOSOFIA CONTRO LA DEMOCRAZIA
con Valerio Massaroni

Il 399 a.C. è un anno cruciale per la storia dell’Occidente e della sua culla, Atene, patria di quell’allora inedito modello di governo politico che è la democrazia. A cospetto di 501 giudici e di un vasto pubblico, il filosofo Socrate, maestro di Platone, decide di difendersi da solo dall’accusa di empietà mossa da alcuni dei maggiori esponenti politici del regime democratico. Fra le imputazioni c’è anche quella di aver coltivato rapporti ambigui con la corrente oligarchica e in particolare con il loro leader, Crizia. Si tratta di un processo ad un’intera vita, ad un modello di pensiero e di comportamento, che entra criticamente in contrasto con la democrazia. Il suo esito tragico deve far riflettere ancora oggi sui rapporti che possono intercorrere tra la filosofia, come ricerca della “verità” in una incondizionata attività di pensiero, e la democrazia, come governo del “popolo”.

Secondo incontro GIOVEDI’ 16 MAGGIO ORE 18.30

Élite. Le illusioni della democrazia
con Lorenzo Vitelli

Nei testi di Mosca, Pareto, Michels e Gramsci il lettore non potrà certo trovare una risposta coerente ed esaustiva agli interrogativi contemporanei, ma potrà avvalersi degli adeguati strumenti concettuali per orientarsi di fronte ai grandi sconvolgimenti politici a cui assistiamo. Questi autori ci ricordano infatti quali sono i problemi irrisolti della teoria democratica, quali i meccanismi di circolazione dell’élite, quali i processi di creazione dei principi di legittimità, con particolare attenzione al ruolo svolto dagli intellettuali nell’organizzazione del consenso sociale. Ognuno con le proprie peculiarità, ognuno proveniente da un angolo diverso della topografia politica italiana dell’epoca, eppure tutti e quattro impegnati in un dialogo i cui frutti più che in Italia sono stati raccolti senza esitazioni dagli studiosi americani, che hanno guardato proprio ai nostri élitisti per formulare le loro teorie: pensiamo a Burnham, Wright Mills, Dahl, Lasswell. È quindi arrivato il momento di fare i conti con la nostra prima tradizione élitista, una tradizione la cui potenza demistificatrice, invece di siglarne la validità scientifica, ne ha causato la marginalizzazione, a destra come a sinistra. (da “Élite. Le illusioni della democrazia” Gog Edizioni 2017, a cura di Lorenzo Vitelli)

Terzo incontro GIOVEDI’ 23 MAGGIO ORE 18.30

Democrazia. Il dio che ha fallito
con Giovanni Basini

Il nocciolo del libro di Hans-Hermann Hoppe, “Democrazia: il dio che ha fallito” pubblicato nel 2001, è un’analisi rigorosa del senso economico-politico della transizione da monarchia a democrazia avvenuta in Occidente. Nell’evidenziare i gravi inconvenienti – per la libertà e la felicità dell’individuo – dei due sistemi, l’Autore conclude che la monarchia è un male minore rispetto alla democrazia, ma che entrambe sono peggiori di un ordine naturale fondato sulla proprietà privata, sulla autonomia negoziale e sull’abolizione dei monopolî della difesa e della giurisdizione. Attraverso una puntuale rassegna di deficienze, assurdità ed errori delle politiche socialdemocratiche, demolisce la fede del pensiero liberale classico nella possibilità di un governo limitato, e disegna una convergenza fra conservatorismo e libertarismo come naturali alleati per un obiettivo comune: la frantumazione degli Stati nazionali. Traguardo che potrà raggiungersi con un processo di secessioni a catena verso una moltitudine di Regioni e Città-Stato disseminate nel continente europeo e americano.

Quarto incontro GIOVEDI’ 30 MAGGIO ORE 18.30

La fine del regime democratico in Europa. “Fiscal Compact” e crisi greca
con David Migneco

La storia d’Occidente ha conosciuto solo due esperienze democratiche: quella ateniese e quella iniziata con la fine del secondo conflitto mondiale. Entrambe si sono concluse in meno di un secolo: la prima con la crisi finanziaria del V secolo e la sconfitta di Atene nella guerra del Peloponneso; quella recente con la crisi detta “dell’Eurozona”, la conseguente abolizione della potestà sanzionatoria sul bilancio dello Stato dei Parlamenti d’Europa e la violazione dei principi di non ingerenza negli affari interni di uno Stato e del diritto di autodeterminazione dei popoli durante la crisi del debito greco. Il baluardo che la civiltà occidentale ha posto sin dalle sue origini tra libertà e tirannide non è stato il “suffragio universale”, ma il principio isonomico, retto dalla sacralità della legge, esercitato dal potere condiviso. Se la democrazia ha fallito, come possiamo garantire sopravvivenza e libertà ai popoli d’Occidente?

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