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Ogni giorno eroghiamo ai nostri soci dalle 1.200 alle 2.000 ore di lezione. Vi sembrano tante? Eppure abbiamo fatto di più, in altri tempi, in altre epoche. Lamentiamo una minore partecipazione alla cultura e purtroppo constatiamo che non si tratta di un fenomeno nostro ma di carattere generale: colpisce tutti. Cosa possiamo fare per contrattare questo andamento negativo alla cultura? Noi possiamo essere più creativi, offrire lezioni, conferenze, attività culturali più accattivanti ma è già quello che facciamo! Riteniamo che sia la politica a dover dare un segnale (che attualmente non c’è) e premiare le istituzioni che stanno resistendo a questa ondata di nuovi barbari. Per questo motivo ho scritto un libro LA MANUTENZIONE DEL SAPERE che per ora si può acquistare solo all’Upter ma dal 2 maggio anche nelle librerie di tutta Italia e su Amazon. Chiedo ai nostri soci però un contributo serio: ognuno faccia la sua parte, promuoviamo cultura, facciamo pressione al mondo politico, ognuno secondo i propri riferimenti e le proprie convinzioni, affinché la cultura rientri al più presto tra le priorità nazionali e locali. Non c’è orientamento politico che tenga, tutti vogliamo vivere in uno Stato democratico e la cultura e l’istruzione sono gli unici modi per conservarlo e migliorarlo. Non è vero che chi ama la cultura sta in una ristretta minoranza: è vero che chi non la considera emerge perché urla e sovrasta di brutte parole gli altri. Noi siamo una maggioranza ma silenziosa, facciamo sentire la nostra voce, con garbo, con la riflessione, con la fora della ragione. Ognuno faccia il suo.