La paura di infettarsi ha infettato le nostre menti: non usciamo, non compriamo, non lavoriamo, non abbracciamo, non ci avviciniamo più di tanto alle persone, ecc. Potrei continuare all’infinito con la costante del non fare qualcosa. In pari tempo in Siria, al confine con la Grecia (ovvero l’Europa), nell’isola di Lesbo e chissà in quante altre, migliaia (sicuramente centinaia) di profughi cercano un rifugio per sfuggire ad una guerra insensata. Eppure tutto ciò passa in ultimo ordine: persino la notizia del gattino che fa amicizia con una tigre in uno zoo viene prima. Cosa sta succedendo? Non intendo fare una analisi perché ce ne sono già troppe,l’ultima, molto chiara del prof. Galimberti che trovate su Youtube (ttps://www.youtube.com/watch?v=-OMKYw-XaGg). Mi limito ad una riflessione. Possibile che siamo così chiusi che oltre a quello che colpisce il nostro corpo non vediamo più niente? Possibile che non ci accorgiamo che sorelle, fratelli, bambini, anziani, stanno morendo a poco a poco, atrocemente tra violenze di ogni tipo e noi li ignoriamo?

Mi piacerebbe sapere cosa ne pensate.

presidente@upter.it

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