Il coronavirus impone risposte chiare sulla tutela della salute e per questo tutti dobbiamo restare a casa mentre lo Stato e le Regioni organizzano i servizi che mancano. Poi in questi giorni è stato varato il Decreto CURA ITALIA per aiutare l’economia in generale. Tutto bene, dunque. Ma alla cultura chi sta pensando? Ma cosa è la cultura se non l’economia di questo Paese, improvvisamente così orgogliosamente amato da tutti i cittadini? Senza i Musei, le gallerie, i siti archeologici, i teatri, i cinema, e permettetemi senza le Università popolari e della terza età cosa sarebbe questo Paese? Un deserto che pregiudica il futuro di un popolo. La cultura e noi siamo praticamente messi nella condizione “fate da soli”. In effetti, tutti noi stiamo facendo da soli: musei e teatri stanno mettendo online risorse straordinarie, visite virtuali, spettacoli gratis in streaming, tutto rigorosamente fatto in proprio. Come stiamo facendo noi in tutte le nostre Università popolari e della terza età. Azioni per sopravvivere? Anche. Ma soprattutto resilienza per pensare al futuro, almeno noi non possiamo permettercelo di non pensarlo se non con il rafforzamento della cultura.

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