Una esperienza nata nel 1987 rischia di essere annientata dal post coronavirus, contribuisci come puoi a risollevarla!

Sono esattamente 3 mesi da quando abbiamo chiuso il portone di Palazzo Englefield per le disposizioni dei vari DPDC che hanno stabilito un percorso per combattere ed isolare quanto più possibile il Coronavirus. La strategia sanitaria sembra che abbia avuto successo a tal punto che diverse Regioni non registrano più nuovi casi, i morti sono sempre meno e le guarigioni sempre di più.

Ma quello che non è riuscito al Coronavirus potrebbe riuscire per le conseguenze economiche del post pandemia. E questo è il caso dell’Upter che già aveva risentito della crisi economica degli anni precedenti! Una esperienza che ha coinvolto dal 1987 oltre 400.000 persone facendo scoprire alle Istituzioni cosa significa la voglia di imparare, di incontrare gente che sente il bisogno di apprendere cose nuove, di riscattare talvolta percorsi di istruzione negativi o interrotti.

Sono anni di grande cambiamenti, di approccio allo studio e della socialità tra le persone minato oggigiorno dal distanziamento interpersonale, proprio quello che abbiamo combattuto in questi anni.

In questi giorni riaprendo Palazzo Englefield cercheremo di ritornare al mondo, ad una socialità che sappiamo non sarà più la stessa, perché le classi saranno più piccole, i gruppi sempre più esili, mentre sarà più grande la “paura” di “incontrarci”, costretti a misurare la distanza tra noi e gli altri con il metro, Nemmeno in ascensore potremo andare insieme: 1 alla volta, come vogliono le norme.

Tutto questo però ci punisce, ci addolora, ci sconforta e rende difficile la nostra ripartenza. Il motivo sta in un sentimento di solitudine, che viviamo come persone e come associazione, verso le quali gli aiuti promessi sono ancora un miraggio! Inutile dire che la Cassa Integrazione non è arrivata a nessuno del nostro personale, il prestito dei 25.000 si è perso nei meandri della burocrazia, le agevolazioni promesse sono ancora materie oscure che forse capiremo solo quando usciranno i decreti attuativi.

Il nostro non è un discorso contro il Governo o contro la sempre colpevole burocrazia, il nostro è un accorato appello a tutti i nostri soci, che in parte hanno già accolto una nostra precedente richiesta di aiuto (e dalla loro generosa risposta abbiamo attivato le piattaforme dei corsi e delle lectiones on line) ed amici affinché concretamente ci aiutino. Chiediamo solidarietà e diffusione di questo appello, chiediamo un contributo straordinario con un versamento con carta di credito o con bonifico, il 5×1000 nella dichiarazione dei redditi, l’iscrizione ai nuovi corsi, a quelli on line e all’aperto ed, ovviamente, ai nuovi che faremo in aula dopo l’estate.

La nostra storia è la storia di questa città, quella di molte persone che ci frequentano e ci hanno frequentato, la storia dell’educazione degli adulti, dell’educazione permanente. Aiutateci a risollevarla e a ricollocarla nel suo giusto ruolo.

Il vostro dono ci darà forza di continuare, la speranza di continuare a consolidare cultura e socialità. Dappresso troverete i vari modi per contribuire a questa difficile ripartenza, alcuni sono immediati, altri a lungo termine ma sono entrambi graditi. 

Prof. Francesco Florenzano
Presidente dell’Upter

Ecco tutti i modi con cui ci puoi aiutare

Oppure fai un bonifico

IBAN   IT12Q0335901600100000003915
Conto intestato a Università popolare Upter
Causale: Erogazione liberale a favore dell’upter

e iscriviti

  • ai corsi all’aperto
  • ai corsi on line
  • ai corsi in aula

e infine

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